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Nitrato d'argento (AgNO3)

Il nitrato d'argento (AgNO3, CAS 7761-88-8) è un sale inorganico cristallino incolore, molto solubile in acqua e sensibile alla luce. È uno dei composti dell'argento più usati in laboratorio: serve come reagente per titolazioni argentometriche, per il saggio dei cloruri, per la colorazione argentica di gel e tessuti e come precursore di altri composti e nanoparticelle d'argento.

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Nitrato di argento, 99,8%

CAS 7761-88-8 · AgNO3

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A cosa serve il nitrato d'argento in laboratorio?

Il nitrato d'argento è il reagente di riferimento per le titolazioni argentometriche (metodi di Mohr e Volhard), usate per determinare cloruri, bromuri e ioduri. Si impiega anche per il saggio qualitativo degli alogenuri, nella preparazione del reattivo di Tollens e nella colorazione argentica dei gel di SDS-PAGE, più sensibile della colorazione con Coomassie. In istologia è usato in diverse tecniche di impregnazione argentica, mentre nella sintesi dei materiali è un precursore comune per le nanoparticelle d'argento. In ambito medico è noto storicamente come "pietra infernale" (lapis infernalis), un caustico per uso topico.

Quali gradi e documenti richiedere all'acquisto?

Il prodotto è disponibile in diversi gradi di purezza, tra cui ACS reagent, USP ed EP (Farmacopea Europea), oltre a soluzioni titolate a concentrazione nota per l'analisi volumetrica. Per l'uso analitico conviene richiedere il CoA, che riporta il titolo e le impurezze (ad esempio cloruri, metalli pesanti). Va sempre fornita la SDS aggiornata secondo REACH/CLP.

Quali sono i rischi e come va conservato?

Secondo la classificazione GHS, il nitrato d'argento è un comburente (H272), può essere corrosivo per i metalli (H290), provoca gravi ustioni cutanee e lesioni oculari (H314) ed è molto tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata (H410). Sulla pelle lascia macchie scure dovute alla riduzione ad argento metallico. Va conservato in contenitori ben chiusi e scuri (vetro ambrato), al riparo dalla luce, lontano da materiali combustibili e sostanze riducenti. Le soluzioni titolate vanno protette dalla luce e ristandardizzate periodicamente.

Concetti correlati

Argentometria, metodo di Mohr, metodo di Volhard, cromato di potassio come indicatore, cloruro d'argento, reattivo di Tollens, colorazione argentica, nanoparticelle d'argento, sostanze comburenti.

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